- Home
- /
- Dati e Indicatori
- /
- Protetto: Indicatori di impatto dei cambiamenti climatici
- /
- Variazioni geomorfologiche della costa
Variazioni geomorfologiche della costa
L’innalzamento del livello medio marino provoca erosione costiera, arretramento della linea di costa e conseguente perdita di spiaggia. Una maggiore esposizione delle zone costiere agli effetti delle mareggiate e di tutte le componenti climatiche che naturalmente influenzano questi ambienti (marea, correnti, vento, onde), accelera la perdita di sedimento e modifica la geomorfologia della costa. Le zone costiere sono i territori maggiormente occupati da insediamenti abitativi, infrastrutture di trasporto e da rilevanti attività economiche, anche di tipo turistico. L’uso del suolo e delle risorse costiere spesso agiscono sui processi dinamici litoranei e impongono interventi di contenimento degli effetti distruttivi dell’azione del mare (ripascimenti).
Le zone costiere sono i territori maggiormente antropizzati e l’accelerazione di eventi naturali connessi alla dinamica degli ambienti costieri, quali erosione dei litorali, inondazioni e mareggiate, rappresenta una minaccia, specie ove sono messe a rischio abitazioni, infrastrutture e attività economiche.
L’innalzamento del livello medio marino provoca una maggiore esposizione delle zone costiere agli effetti delle mareggiate, più frequenti e intense, e a tutte le componenti climatiche che naturalmente influenzano questi ambienti (marea, correnti, vento, onde). L’effetto è una accelerazione dei processi erosivi, con una generale regressione dei litorali verso l’entroterra, un aumento del rischio di inondazioni e di alterazione degli ecosistemi marini-costieri.
Foto: Archivio ISPRA
L’indicatore misura i cambiamenti della costa, in termini di modifica della linea di costa e conseguente suolo perso e acquisito per effetto di tutte le cause che agiscono in prossimità della costa, e valuta il trend evolutivo delle spiagge.
Aggiornato periodicamente, l’indicatore è un parametro di base per la valutazione della vulnerabilità delle aree costiere e del grado di rischio a cui sono esposti centri urbani, infrastrutture e attività socio-economiche che si sviluppano in prossimità della costa.
Figura 1 – Esempio di dinamica 2000-2006-2020 (Marina di Pisa). Fonte: Portale delle Coste (ISPRA)
Nel periodo 1950-2000 circa il 22% delle coste basse ha subìto modifiche superiori a +/-25 metri, e nel periodo 2000-2006 ancora il 22% delle coste ha subìto variazioni superiori a +/- 5 metri. Nel periodo 2006-2020 il 23% dei litorali ha subito variazioni superiori a +/- 5m (Tab. 2). Si registra un cambio di tendenza (avanzamento superiore ad arretramento) a cui non corrisponde però in generale una minore gravità degli effetti distruttivi indotti dall’erosione: le spiagge italiane sono generalmente lunghe qualche chilometro e ampie alcune decine di metri, pertanto arretramenti progressivi anche di pochi metri generano una significativa riduzione dell’ampiezza della spiaggia e in casi estremi anche al riposizionamento dell’intera spiaggia (Fig. 1). Interi arenili sono fortemente arretrati, con una perdita di territorio e del suo valore sia ambientale che economico. Inoltre i fenomeni di erosione costiera mettono in crisi la sicurezza di abitazioni e infrastrutture.
Referenti:
Andrea Salmeri – ISPRA
andrea.salmeri@isprambiente.it
Filippo D’Ascola – ISPRA
filippo.dascola@isprambiente.it
L’analisi dei cambiamenti rivela una predominanza dei processi erosivi lungo la costa, con arretramenti della linea di riva, riduzione dell’ampiezza delle spiagge e maggiore esposizione agli eventi estremi (mareggiate e inondazioni). Tra il 2006 e il 2020 è stato riscontrato che il 23% delle coste basse ha subito importanti cambiamenti: 1913 km di costa hanno subito variazioni in termini di arretramento/avanzamento superiori a +/- 5 m. Per lo stesso periodo si registra una diminuzione della stabilità che si traduce in un aumento sia dell’erosione (circa 40 km), e in maniera più sensibile dell’avanzamento (circa 120 km). L’analisi non tiene conto degli interventi di difesa e ripristino (ripascimenti) della fascia costiera.
- Fonte e accessibilità dei dati di base: elaborazione delle variazioni della linea di costa ISPRA (Portale delle Coste ISPRA https://sinacloud.isprambiente.it/portal/apps/sites/#/coste)
- Unità di misura: Chilometro (km), Chilometro quadrato (km2), Percentuale (%)
- Copertura spaziale: Nazionale
- Copertura temporale: 1950-2000; 2000-2006; 2006-2020
- Periodicità di aggiornamento: 5-10 anni
Fotointerpretazione e classificazione delle informazioni rilevabili da mosaici di ortofoto zenitali a colori ad alta risoluzione (fonti: Google maps, voli IT2006 e IT2000). L’analisi del cambiamenti è stata effettuata mediante sovrapposizione ed analisi spaziale dei tratti e delle superfici in avanzamento o in arretramento rispetto alla linea di riferimento, seguendo criteri metodologici per tipologia di costa e fonte dati.
Entro il 2100, il livello medio del mare nel Mediterraneo potrebbe aumentare di 70-100 cm, amplificando l’erosione costiera e la frequenza delle mareggiate. Questo scenario comporterà arretramento delle spiagge, regressione di dune e zone umide, intrusione salina nelle falde e perdita di habitat marini. Le conseguenze interesseranno anche la dimensione socio-economica, con costi elevati per difese costiere, ripascimenti e gestione del rischio, oltre a impatti su turismo, pesca e infrastrutture strategiche. Senza strategie di adattamento integrate, la resilienza degli ecosistemi e delle comunità costiere sarà gravemente compromessa.