PUNTA ORARIA DI FABBISOGNO ENERGETICO NEI MESI ESTIVI
Le variazioni di temperatura interannuali determinano direttamente un minor o un maggior utilizzo delle risorse energetiche, con particolare riferimento al settore residenziale. In questo settore, le modifiche ai consumi sono legate in gran parte alle necessità dei cittadini di raffrescare o riscaldare le proprie abitazioni.
Se consideriamo le necessità del settore residenziale e in parte quelle del terziario, le modifiche dei consumi energetici dipendono strettamente dalla necessità dell’utenza di raggiungere un livello di comfort all’interno degli edifici, in particolar modo nelle abitazioni. Impatto positivo: una minor richiesta di energia termica per il riscaldamento domestico nel periodo invernale, contrazione dei consumi; Impatto negativo: maggiore richiesta di raffrescamento nei mesi estivi, incremento dei consumi elettrici.
L’andamento delle temperature, giornaliere, mensili e stagionali, influenza talvolta sensibilmente il consumo delle risorse energetiche, per la necessità dell’utenza di raffrescare o riscaldare i propri edifici.
Fonte: MATTM, 2015. Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici.
L’indicatore fornisce informazioni sulla variazione delle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica nel periodo estivo (maggio-settembre) per il raffrescamento rispetto ai picchi di fabbisogno dovuti a tutti gli altri usi. I picchi di richiesta di energia elettrica in questo periodo dell’anno dipendono da vari fattori, tra cui il raffrescamento degli edifici. All’aumento delle temperature corrisponde un incremento dell’utilizzo di impianti di raffrescamento e quindi di domanda elettrica. Lo scopo è valutare la variazione delle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica a livello nazionale nel periodo compreso tra maggio e settembre al netto dei consumi per altri scopi.
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| Aprile | Maggio | Giugno | Luglio | Agosto | Settembre | Ottobre | |
| MW | MW | MW | MW | MW | MW | MW | |
| 2000 | 44,2 | 43,3 | 45,6 | 47,4 | 44,7 | 45,8 | 45,3 |
| 2001 | 45,4 | 46,3 | 48,1 | 48,6 | 45,9 | 45,7 | 46,7 |
| 2002 | 47,3 | 46,0 | 51,0 | 50,5 | 44,4 | 46,9 | 48,3 |
| 2003 | 49,5 | 47,6 | 52,4 | 53,1 | 46,8 | 48,2 | 49,5 |
| 2004 | 47,1 | 46,6 | 50,7 | 53,5 | 48,7 | 49,8 | 48,2 |
| 2005 | 47,9 | 48,6 | 54,2 | 54,0 | 48,1 | 49,9 | 49,0 |
| 2006 | 48,4 | 48,7 | 55,6 | 55,6 | 50,3 | 51,7 | 49,3 |
| 2007 | 50,0 | 51,0 | 54,3 | 56,6 | 50,9 | 51,2 | 50,6 |
| 2008 | 48,8 | 49,7 | 55,3 | 55,0 | 51,3 | 52,7 | 49,0 |
| 2009 | 44,4 | 47,4 | 48,9 | 51,9 | 45,6 | 49,6 | 46,6 |
| 2010 | 45,2 | 46,0 | 50,5 | 56,4 | 45,5 | 47,8 | 47,1 |
| 2011 | 46,0 | 49,0 | 52,1 | 56,5 | 48,8 | 52,4 | 48,0 |
| 2012 | 46,8 | 45,3 | 51,9 | 54,1 | 49,5 | 48,2 | 46,5 |
| 2013 | 45,3 | 44,6 | 52,1 | 53,9 | 50,6 | 49,0 | 46,4 |
| 2014 | 44,7 | 44,5 | 51,6 | 51,5 | 46,7 | 48,3 | 47,2 |
| 2015 | 46,7 | 46,4 | 49,9 | 59,4 | 49,1 | 50,5 | 48,2 |
| 2016 | 44,6 | 44,6 | 49,3 | 53,3 | 48,8 | 48,8 | 47,9 |
| 2017 | 46,5 | 48,8 | 55,7 | 56,4 | 56,1 | 52,6 | 47,1 |
| 2018 | 49,7 | 49,5 | 52,0 | 57,6 | 57,3 | 50,4 | 47,0 |
| 2019 | 48,1 | 47,2 | 59,8 | 58,9 | 51,0 | 50,1 | 47,3 |
| 2020 | 37,2 | 41,8 | 49,4 | 55,4 | 48,1 | 49,1 | 46,7 |
| 2021 | 47,4 | 45,9 | 56,1 | 56,1 | 49,4 | 49,9 | 47,1 |
| 2022 | 48,6 | 47,9 | 54,8 | 57,8 | 50,9 | 48,9 | 43,7 |
| 2023 | 48,1 | 43,6 | 51,9 | 58,5 | 49,3 | 48,6 | 44,8 |
| 2024 | 46,5 | 44,7 | 51,5 | 57,8 | 55,7 | 52,2 | 47,5 |
| Fonte: TERNA | |||||||
Il trend in crescita delle punte di fabbisogno energetico nella stagione estiva è certamente legato all’utilizzo sempre più massiccio degli impianti di condizionamento, ormai ampiamente diffusi negli edifici pubblici, così come negli appartamenti privati. I picchi di fabbisogno elettrico osservati sono sempre più elevati nel tempo e, con ogni probabilità, nei prossimi decenni raggiungeranno valori superiori a quelli tipicamente invernali. Maggio oscilla intorno alla media di aprile e ottobre e non mostra tendenze di alcun segno, mentre tutti i mesi estivi hanno picchi di potenza tendenzialmente in crescita, soprattutto luglio e agosto.
La stabilità del sistema energetico sarà, quindi, condizione indispensabile al fine di poter garantire le forniture energetiche richieste.
Contatti:
- Monica Pantaleoni – ISPRA – Monica.pantaleoni@isprambiente.it
- Antonio Caputo – ISPRA – antonio.caputo@isprambiente.it
L’indicatore fornisce informazioni sulla variazione delle punte orarie di fabbisogno di energia elettrica nel periodo estivo (maggio-settembre) per il raffrescamento rispetto ai picchi di fabbisogno dovuti a tutti gli altri usi. Nei mesi estivi l’indicatore mostra un incremento di entità differente dal 2009 al 2024. Per giugno la media mobile su dieci anni nel 2024 è 2,7 volte maggiore della media mobile nel 2009. Per luglio e agosto l’incremento è pari a 5,7 e 5,1.
- Fonte e accessibilità dei dati di base: Terna SpA – Statistica annuale della produzione e del consumo di energia elettrica in Italia
- Unità di misura: Giga Watt (GW)
- Copertura spaziale: Nazionale
- Copertura temporale: 2000-2024
TERNA S.p.A. fornisce il picco di fabbisogno mensile. Per ogni anno i picchi dei mesi estivi sono sottratti alla media dei picchi registrati a aprile e ottobre, considerati rappresentativi dei consumi al netto da usi termici. Aprile e ottobre sono considerati mesi dove mediamente non si usa elettricità per riscaldamento o raffrescamento. Ogni valore dell’indicatore è la media mobile dei 10 anni precedenti, a partire dal 2000.
L’impatto è sensibile ai cambiamenti climatici in corso con risvolti sia positivi (diminuzione del fabbisogno) che negativi (aumento del fabbisogno) in considerazione del periodo dell’anno: è ragionevole aspettarsi un aumento del fabbisogno energetico nei mesi estivi, sia per l’aumento delle temperature medie e minime, sia per una maggiore frequenza di eventi di ondate di calore. Allo stesso modo, è prevista una diminuzione del fabbisogno energetico finalizzato al riscaldamento abitativo durante i mesi invernali.
1.MATTM, 2015. Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici.