Erosione del suolo
L’erosione idrica del suolo è un fenomeno naturali che dipende dalle condizioni climatiche, dalle caratteristiche geologiche, pedologiche, idrologiche, morfologiche e vegetazionali del territorio ma può essere accelerata dalle attività umane, in particolare da quelle agro-silvo-pastorali.
Il fattore climatico incluso nell’equazione tiene conto dell’energia cinetica dell’evento piovoso e dell’intensità della pioggia (la risoluzione media temporale è di 30 minuti). È un modello applicato sull’intera superficie europea e utilizza serie temporali che coprono per l’Italia l’intervallo 2002-2011 con dati provenienti da 251 stazioni. Precipitazioni particolarmente intense e concentrate a seguito di periodi siccitosi accelerano il processo di perdita di suolo per erosione idrica
fonte: PNACC
In mancanza di una rete di monitoraggio nazionale in grado di stimare il tasso di erosione reale, la valutazione della perdita annua di suolo viene effettuata tramite l’utilizzo della modellistica. L’indicatore fornisce una stima della perdita di suolo per erosione idrica sulla base delle cartografie elaborate a livello europeo tramite il modello RUSLE (Revised Universal Soil Loss Equation, Wischmeier & Smith, 1978), modello empirico, testato su parcelle sperimentali di dimensione standard, in grado di fornire risultati quantitativi sulla perdita di suolo effettiva/potenziale. Il risultato fornisce una stima dell’erosione espressa in termini di tonnellate/ettaro*anno. I parametri presi in considerazione dall’equazione e di seguito riportati sono di tipo climatico, pedologico, morfologico, vegetazionale e di uso del suolo.
Download dei dati
I dati derivano da un approccio modellistico che necessita di attente validazioni con verifiche puntuali a terra. I dati provengono da fonti affidabili anche se la comparabilità spaziale è discreta solo utilizzando lo stesso modello (sebbene, anche utilizzando lo stesso modello, l’utilizzo di dati di input diversi può generare risultati differenti).
Il risultato finale evidenzia negli Stati membri valori medi di perdita di suolo di 2,46 tonnellate/ettaro*anno pari a 970 milioni di tonnellate persi annualmente. L’Italia presenta i valori maggiori con una media di 8.77 tonnellate/ettaro*anno come evidenziato dalla mappa al seguente link.
Contatti:
Marco Di Leginio – marco.dileginio@isprambiente.it
Il risultato finale evidenzia negli Stati membri valori medi di perdita di suolo di 2,46 tonnellate/ettaro*anno pari a 970 milioni di tonnellate persi annualmente. L’Italia presenta i valori maggiori con una media di 8.77 tonnellate/ettaro*anno.
Le valutazioni, a scala nazionale, del tasso di perdita di suolo risentono, inevitabilmente, della scarsa accuratezza dei dati di input utilizzati. L’incremento dei dati pluviometrici, una maggiore continuità nelle serie storiche, nonché un loro aggiornamento con dati più recenti, rappresentano possibili azioni migliorative per valutare l’indicatore.
- Fonte e accessibilità dei dati di base: https://esdac.jrc.ec.europa.eu/themes/rusle2015
- Unità di misura: Tonnellate/ettaro*anno
- Copertura spaziale: Nazionale
- Copertura temporale: 2002-2011.
La metodologia utilizzata è l’Equazione Universale di Perdita di Suolo (RUSLE, Wischmeier & Smith, 1978), modello empirico, testato su parcelle sperimentali di dimensione standard, in grado di fornire risultati quantitativi sulla perdita di suolo effettiva/potenziale. Il risultato fornisce una stima dell’erosione espressa in termini di tonnellate/ettaro*anno. I parametri presi in considerazione dall’equazione e di seguito riportati sono di tipo climatico, pedologico, morfologico, vegetazionale e di uso del suolo.
È stata tentata un’ipotesi di scenario al 2050, considerando per l’erosività delle piogge un incremento medio del 10-15% (scenario HadGEM2 (RCP 4.5).
L’erosione del suolo viene valutata prendendo in considerazione l’indice climatico R20 che rappresenta il numero di giorni con precipitazione giornaliera superiore ai20 mm. Le aree maggiormente suscettibili all’erosione sono state identificate selezionando le classi con una perdita di suolo >5 (t ha−1 yr−1) secondo la classificazione di suscettibilità all’erosione proposta da ESDAC. Tali aree sono state integrate successivamente con la percentuale di suolo impermeabilizzato (CM1-3)e l’indice climatico R20 (PNACC).
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