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Fattore R erosività media annua delle precipitazioni

Le precipitazioni rappresentano la forza determinante dei processi erosivi. Variazioni della climatologia delle precipitazioni hanno effetti sui fenomeni di erosione e di dissesto idrogeologico. Si può ipotizzare che l’incremento delle temperature in atto possa influenzare la frequenza e la magnitudo dei fenomeni convettivi che sono la causa delle precipitazioni intense, fenomeni, questi, maggiormente impattanti sull’erosione del suolo. Gli effetti erosivi delle precipitazioni possono essere potenziati o ridotti dalle caratteristiche morfologiche, geo-pedologiche, colturali e gestionali del territorio (pedologia degli strati superficiali del terreno, copertura del suolo e pratiche agricole).

L’incremento della capacità erosiva delle precipitazioni ha effetti sulla perdita della parte superficiale del suolo, con conseguenti danni che si verificano sia nel luogo in cui l’erosione ha avuto atto (on-site), che in località lontane (off-site). Precipitazioni omogeneamente distribuite nel tempo e nello spazio e determinate da eventi poco intensi, riescono ad infiltrarsi nel terreno, garantendo la disponibilità delle risorse idriche nel suolo e nella falda. L’erosione del suolo è comunque un fattore naturale che ha contribuito a modellare il territorio e che contribuisce al ripascimento dei litorali.

Le precipitazioni forniscono l’energia che causa i processi di erosione dei suoli. L’energia erosiva delle precipitazioni, sul territorio italiano, è un importante elemento di potenziale innesco dei fenomeni erosivi e di dissesto idrogeologico. L’entità effettiva dei fenomeni erosivi dipende però da un complesso di fattori naturali ed antropici.

Foto: Matteo Cesca (ARPA Veneto)

Secondo il metodo RUSLE il fattore R è il prodotto tra l’energia cinetica dell’evento piovoso (E) e la massima intensità su un intervallo di 30 minuti (I30). Il fattore R sintetizza gli effetti combinati delle variazioni, nel tempo, dei quantitativi totali di precipitazione e delle intensità di questi eventi, in termini di variazione del potenziale effetto erosivo della pioggia.

In Veneto è stato considerato il periodo di 28 anni dal 1992 al 2019 (Fig. 1). Confrontando il periodo 2006-2019 con 1992-2005 (Fig. 2) si osserva che 95 stazioni su 111 presentano un aumento del fattore R negli ultimi 14 anni con un aumento medio del 15% rispetto ai valori del 1992-2005. Su 29 di queste 95 stazioni applicando un test statistico (Mann-Kendall test) il trend in aumento è risultato significativo.

Contatti: 

Francesco Rech – ARPAV                                                                                                                                                                                     francesco.rech@arpa.veneto.it 

 

 

Erosività media annua delle precipitazioni o fattore R esprime il contributo energetico fornito dalle precipitazioni per attivare i processi erosivi del suolo. R valuta l’effetto combinato di durata, quantità e intensità di ciascun evento di precipitazione. In Veneto, confrontando l’andamento dell’erosività media annua nel corso degli ultimi 28 anni, sono emersi diffusi segnali di incremento del fattore R negli ultimi 14 anni rispetto ai 14 precedenti, mediamente circa del +15%.

  • Fonte e accessibilità dei dati di base: I dati utilizzati per il calcolo del fattore R – Erosività media annua risiedono nella banca dati dell’ARPA Veneto denominata SIRAV e possono essere richiesti sia come dati elementari di precipitazione sia come dati elaborati di erosività.
  • Unità di misura: MJ mm ha-1 h-1 yr-1
  • Copertura spaziale: Regionale
  • Copertura temporale: 1992-2019
  • Periodicità di aggiornamento: Annuale

  • R = erosività media annua delle precipitazioni
  • n = numero di anni considerati
  • mj = n.  eventi erosivi presi in considerazione nell’anno j
  • EI30= indice di erosività dell’evento k (MJ mm ha-1 h-1)

Le proiezioni del clima futuro per l’Europa con scenario emissivo elevato (RCP8.5) individuano incrementi statisticamente significativi delle precipitazioni annuali nel settore centrale e settentrionale fino al 30% e decrementi sul settore meridionale fino al 40%, particolarmente concentrati nel periodo estivo con riferimento alle proiezioni future per il periodo 2071-2100 rispetto al periodo 1971-2000. Anche in presenza di scenari emissivi medi (RCP4.5) le variazioni risulterebbero dello stesso tipo anche se di entità minore.

Per quanto riguarda le variazioni di intensità delle precipitazioni nel futuro, i risultati dei modelli climatici ad alta risoluzione indicano che le intensità degli eventi estremi di durata sub-giornaliera siano destinate ad aumentare in conseguenza all’innalzamento delle temperature, con incrementi teorici stimati di circa 7% per °C.